L'hantavirus diventerà la prossima pandemia?
Quasi certamente no, sulla base delle evidenze attuali. Il direttore generale dell'OMS ha dichiarato pubblicamente il 7 maggio 2026 che il cluster della MV Hondius 'non è il prossimo COVID'. Tre motivi strutturali: (1) L'hantavirus non si trasmette in modo efficiente tra esseri umani — il virus Andes, unico ceppo con trasmissione interumana documentata, richiede contatto stretto e prolungato, con R0 effettivo ben inferiore a 1 nelle catene umane. (2) Il serbatoio naturale (specie precise di roditori) è geograficamente vincolato, quindi una diffusione sostenuta richiede i roditori, non solo persone malate. (3) L'elevata letalità (30-40%) rallenta paradossalmente la diffusione, uccidendo o ospedalizzando gli ospiti prima che possano contagiare altri — la classica dinamica del 'troppo letale per diffondersi'. I trader di Polymarket sono d'accordo: il quesito 'Pandemia di hantavirus 2026', dopo il picco del 38% al primo allarme, si è stabilizzato al 9% con 2,2 milioni di dollari scambiati. La vigilanza resta giustificata, vista l'incubazione di 6 settimane, ma una pandemia è altamente improbabile.